Arte del Cinema: la Scuola Volonté alle Notti di Cinema di Villa Bonelli | BEST OF CINEVILLAGE ROMA 2025

La Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté a Villa Bonelli

Foto dell'Arena Cinema all'aperto di Villa Bonelli
Arena all’aperto: Notti di Cinema a Villa Bonelli

Roma d’estate ha un suono incomparabile: i passi tra le vie del centro che rimbalzano solitari nella notte, il rumore del traffico ormai attutito, le musiche dai locali con i dehors all’aperto… e la colonna sonora di un film. Pensiamo ai western di Sergio Leone, con i tamburi di Ennio Morricone. Nella memoria compaiono subito i primi piani sui volti abbronzati dal feroce deserto americano, con gli occhi dei protagonisti: Clint Eastwood e… Gian Maria Volonté. In onore dell’uomo e dell’artista, la Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté, ha organizzato alcune serate speciali per il pubblico delle Notti di Cinema a Villa Bonelli.

Contenuti degli incontri

Creators registi e attori della Scuola di Cinema Volonté

Il 24 luglio, tutta la serata è stata dedicata a Gian Maria Volonté, icona del cinema civile e politico. Il pubblico ha avuto il piacere di ascoltare gli interventi di Valeria Mannelli e Giovanni Savastano, mentre Piero Spila ha guidato la conversazione con la leggerezza di chi conosce la storia di questo tipo di cinema. La sera è proseguita con il documentario Volonté – L’uomo dai mille volti, presentato dal regista Francesco Zippel e da Angelica Ippolito. Guardare quegli sguardi e ascoltare le voci è stato come sfogliare un album dei ricordi.

Intervistato dal content creator Jacopo Toti, Zippel ci racconta:

“Volonté – L’uomo dai mille volti è il documentario che ho deciso di dedicare a Gian Maria Volonté. Da una parte c’era il novantesimo anniversario della nascita, dall’altra il trentennale della scomparsa. È un omaggio che sentivo profondamente. (…) per me è stata davvero una gioia realizzare questo lavoro.

È stata una gioia perché Volonté, al netto della sua grandezza, è stato ricordato meno di molti suoi grandi e illustri colleghi. Questo film cerca di rimettere insieme i pezzi, di restituire questo gigante del nostro cinema al posto che gli spetta, all’interno della più grande costellazione del cinema italiano. Stasera lo presentiamo con Giovanna Gravina Volonté, sua figlia. Il rapporto con lei e con Angelica Ippolito, che è stata l’ultima compagna di Gian Maria, è stato fondamentale per la realizzazione del film.

E poi l’arena. Nel caso specifico di Villa Bonelli, io sono anche di questa zona. È una delle arene più belle e piacevoli: un’esperienza estiva tra le più riuscite, un modo per riavvicinare il pubblico al cinema come esperienza condivisa.”

Presente all’incontro, proprio la figlia dell’attore, Giovanna Gravina Volonté, che ha messo in luce il lato più privato del padre:

“Mio padre non era interessato alla fama, ma alla coerenza. Ogni scelta artistica nasceva da un’urgenza interiore, da un bisogno di verità. Ha sempre vissuto il mestiere dell’attore come un impegno civile, un modo per stare nel mondo con responsabilità”.

Inoltre, la giornata, ha visto protagonisti due libri importanti per riconoscere la storia dell’artista, entrambi usciti nel 2024: Gian Maria Volonté. L’immagine e la memoria (Transeuropa), curato da Valeria Mannelli, e Gian Maria Volonté. L’attore scultore (Gremese), firmato da Giovanni Savastano.

Pochi giorni dopo, il 26 luglio, il cortometraggio Grigio cenere di Anna Coccoli ha portato l’energia giovane della Scuola Volonté, il cast e la troupe presenti a raccontare ogni gesto, ogni scelta di un cinema che non si è fatto abbattere dalla pandemia.
Ultima serata, il 29 luglio: L’anima della festa di Lorenzo Vitrone e Storia di una notte di Paolo Costella. Due film diversi, due prospettive sul quotidiano, due modi di guardare le persone e i piccoli drammi che ci attraversano.

Ciò che resta, più del film, più della trama, sono le mani degli autori che li hanno plasmati, le loro voci che raccontano il perché delle scelte, il peso dei dettagli. Volonté non è stato solo il soggetto di un documentario, ma un filo invisibile che univa tutto: il rispetto per l’attore, per la storia, per lo sguardo umano. E poi ci sono i corti della Scuola Volonté: esercizi espressivi, vicini all’occhio dello spettatore.

In fin dei conti, uscire da Villa Bonelli è stato come ridestarsi da un sogno d’estate: il caldo sulla pelle, le strade silenziose, e dentro, la sensazione che il cinema possa ancora parlare, respirare, toccarci nell’anima.

Maggiori info sulle proiezioni su: Luci Sulla Scena Magazine

Galleria Fotografica degli incontri

Foto Scuola Volontè all'arena cinema estiva di Villa Bonelli Foto Scuola Volontè all'arena cinema estiva di Villa Bonelli Foto Scuola Volontè all'arena cinema estiva di Villa Bonelli Foto Scuola Volontè all'arena cinema estiva di Villa Bonelli Foto Scuola Volontè all'arena cinema estiva di Villa Bonelli Foto Scuola Volontè all'arena cinema estiva di Villa Bonelli Foto Scuola Volontè all'arena cinema estiva di Villa Bonelli

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