Incontro speciale con i registi Fabio Grassadonia e Antonio Piazza a “Cinevillage Talenti”
Il 23 Giugno 2025, i registi Antonio Piazza e Fabio Grassadonia hanno presentato il loro lungometraggio “Iddu -L’ultimo padrino” sotto le stelle del cinema open-air di Talenti. Un incontro importante con il cinema d’autore italiano, la cui introduzione e dibattito con il pubblico sono stati affidati al critico cinematografico Franco Montini. Mentre l’aria profumava del frescore della natura in cui era immersa l’arena, i registi hanno raccontato di pizzini passati di mano in mano, di ombre e frammenti di vita vissuta nella Trinacria.
Se la politica e la lotta alle mafie da sempre distinguono il racconto della Sicilia, anche l’opera dei registi trova una voce forte nel linguaggio cinematografico e nell’espressività degli attori protagonisti.
Sono Elio Germano nel ruolo di un personaggio ispirato dalla figura del boss Matteo Messina Denaro, e Toni Servillo nei panni di un politico decaduto, il sindaco Catiello. Entrambi incarnano due maschere complementari: il potere e la sua decadenza.
Infatti una volta che i due registi hanno avuto modo di ricostruire il carteggio tra il latitante mafioso e l’ex sindaco del suo paese di origine, costruendo l’ossatura della sceneggiatura, il passaggio successivo è stato trovare chi avrebbe dato corpo ai personaggi sul grande schermo. La scelta di Germano e Servillo è stata immediata:
“… pensavamo che il film si dovesse fare con loro. Li abbiamo coinvolti sin dall’inizio nel processo di scrittura e loro hanno portato tutta la loro esperienza, intelligenza e talento nel dare forma e vita ai loro personaggi, in uno scambio costante dalla prima stesura del copione, al set, fino alla visione in montaggio.”
Una presenza che ha arricchito un copione di grande qualità, e una rappresentazione simbolica e perturbante della generazione del male capace di rimanere impressa nelle nostre menti fin dall’inizio.

Iddu – L’ultimo padrino – La trama del film

In una terra brulla che ricorda i paesaggi western di Sergio Leone, due bambini seguono il padre e assistono apparentemente impassibili a una scena brutale. Fast-forward alla Sicilia dei primi anni Duemila, e alla scarcerazione del sindaco Catiello.
Politico caduto in disgrazia, riceve una traccia dai Servizi Segreti italiani. Questi hanno bisogno di ritrovare e catturare il suo figlioccio, Matteo, esponente di spicco della mafia siciliana e uno dei più grandi latitanti al mondo in circolazione.
Catiello rimane un abile manipolatore e sfrutta questa sua capacità per avviare un carteggio con lui. C’è chi lo vede come il diavolo dagli occhiali grossolani, e chi come il Cristo salvatore dal grilletto facile: chi è veramente Matteo e quanto è pericoloso averci a che fare?
Un azzardo, quello di Catiello, che ha tenuto il pubblico incollato alle sedie per tutta la durata del film.
Per scoprire la cinematografia di Piazza e Grassadonia: da dove cominciare
- Il cortometraggio RITA: una totale immedesimazione nella fragilità della protagonista, una bambina non vedente. Tra sogno e desiderio, la storia racconta l’incontro con un ragazzo in fuga, e il tentativo di assaporare per la prima volta la libertà del mare. Girato nelle borgate palermitane dell’Arenella e di Vergine Maria, un racconto che rende appieno il senso di cinema nutriente e profondo degli autori.
- Sicilian Ghost Story: un lungometraggio che ingloba gli elementi della fiaba surreale e il filone mitologico, per raccontare la dura realtà di un rapimento a stampo mafioso. Il film è basato sul rapimento del 12enne Giuseppe Di Matteo, avvenuto nel 1993. Imprigionato dalla criminalità organizzata per 779 giorni, per tappare la bocca del padre – una gola profonda, ha conquistato il David di Donatello nel 2018 per la Miglior sceneggiatura non originale, e 2 Nastri d’Argento.







