Incontro speciale con Roberto Andò all’arena cinema estiva di Talenti

L’incontro con il regista Roberto Andò è stato uno dei primi ad aprire l’estate romana del Cinevillage. Nell’incontro a Talenti, l’autore ha portato una storia italiana piena di verve, di illusioni, di uomini che lungo il cammino scelgono da che parte della storia stare.
Con il pubblico e moderato dal critico cinematografico Franco Montini, Roberto Andò ci racconta de “L’abbaglio”, un lungometraggio ambientato nel cuore del Risorgimento. Con lui tornano tre volti che ormai sembrano appartenere allo stesso universo narrativo: Toni Servillo, Salvo Ficarra e Valentino Picone.
Gli stessi interpreti che il pubblico aveva già visto insieme ne La stranezza.
Andò racconta che alcune storie non si cercano: arrivano a noi da sole, come per destino. Questa è una di quelle. Mentre girava il film su Pirandello, il regista si è imbattuto in un dettaglio quasi dimenticato della spedizione dei Mille. Una manovra militare minore, una deviazione nella Storia. Ma proprio lì, in quel dettaglio di margine, si nascondeva il seme da cui sarebbe germogliato un grande film.
Una storia di Unità: “L’abbaglio”
L’abbaglio porta lo spettatore nel 1860, nel pieno dell’impresa dei Mille guidata da Giuseppe Garibaldi. Qui il colonnello Vincenzo Giordano Orsini riceve l’incarico di reclutare volontari. Servono uomini. Qualunque tipo di uomini. Tra loro finiscono Domenico e Rosario.
Il primo è un siciliano claudicante che vive di fuochi d’artificio. Il secondo è un giocatore d’azzardo che millanta titoli nobiliari e un passato militare che non esiste. Non proprio soldati modello, sebbene motivati dal tornare alle coste della loro terra natale.
Le premesse non sono ottime, infatti quando iniziano i primi spari a Marsala, i due disertano.
Da lì parte un viaggio attraverso la Sicilia: conventi, paesi polverosi, campagne dove la guerra arriva come una tempesta lontana ma inevitabile.
Da una parte la grande Storia – quella di Garibaldi e delle camicie rosse. Dall’altra la piccola storia di due uomini che cercano soltanto di salvare la pelle.
Il film alterna commedia e dramma. Da un lato la leggerezza quasi tragica dei personaggi interpretati da Ficarra e Picone. Dall’altro il percorso più oscuro di Orsini e degli uomini che credono davvero nella rivoluzione.
In mezzo, la Sicilia. Con il suo popolo diviso tra speranza per il futuro e paura del cambiamento di un ordine costituito.
Nel racconto con il pubblico
Il centro della conversazione ruota intorno a una parola: illusione.
Il titolo del film gioca proprio su questo: L’abbaglio è tanto quello dei personaggi quanto il nostro nei confronti della Storia. L’idea che una rivoluzione possa cambiare tutto quando invece, spesso accade che i movimenti reazionari cadono negli stessi errori ideologici che li hanno preceduti. Secondo Roberto Andò, il Risorgimento è stato un momento in cui tutto sembrava possibile: idealisti, opportunisti, avventurieri.. ognuno portava con sé un pezzo di futuro. Con una palla al piede però: in loro c’erano dubbi, compromessi, errori di valutazione, povertà e pochi mezzi sullo stesso campo di battaglia.
Forse l’abbaglio nasce proprio lì. In quella tensione ostinata che spinge gli uomini ad andare avanti. In quell’illusione antica che muove il mondo e abita gli animi degli ambiziosi e dei volenterosi. Quelli che pensano davvero di poter cambiare le cose. Anche quando capiscono di essere troppo piccoli per riuscirci. O di essere rimasti gli unici a crederci. Nel film questo conflitto passa soprattutto attraverso il colonnello Orsini, interpretato da Toni Servillo. Un uomo disciplinato, aristocratico, convinto della causa. Eppure lui stesso a un certo punto inizia a chiedersi se la Storia che sta contribuendo a scrivere sia davvero quella giusta. E poi ci sono “le nuove leve”.
Personaggi molto diversi: due uomini comuni, che hanno vissuto di bassi espedienti per gran parte della vita, trascinati in una guerra che non hanno scelto.
Quello della guerra, sfortunatamente, è un tema molto attuale in questi anni caratterizzati da un contesto geopolitico instabile. Un tema su cui, questa serata, ci ha fatto riflettere e per questo rimarrà a lungo nella memoria.















