Mario Martone “Fuori” all’arena cinema di Talenti | BEST OF CINEVILLAGE ROMA 2025

Incontro speciale con Mario Martone al cinema all’aperto di Talenti

Il regista Mario Martone e Massimo Righetti di ANEC Lazio a margine dell'incontro

Una sera d’estate a Roma ha un certo modo di intrattenere le persone. Nelle arene cinema il caldo si appoggia sulle sedie di plastica, sulle voci che arrivano dal bar e che scorrono davanti allo schermo ancora spento. Al Cinevillage Talenti, immerso nella natura, è successo lo stesso per una estate intera. In una delle serate più memorabili, il 3 Luglio 2025, è arrivato il regista Mario Martone. Ha salutato il pubblico che lo ha accolto in una standing ovation. Niente discorso preparato, piuttosto una conversazione, di quelle che nascono quando qualcuno ha voglia di raccontare davvero come nasce una storia tanto particolare quanto universale.
Il film presentato è Fuori. Uscito in anteprima e in concorso al 78° Festival di Cannes, è un lavoro che si muove su un terreno delicato: raccontare la scrittrice Goliarda Sapienza senza trasformarla in una figura da “fiction italiana”, quanto darle un respiro poetico e attualissimo. Filmarla come una presenza, come una persona complessa e profondamente immersa nell’incontro con le braccia, gli occhi stanchi ma felici, i sorrisi spezzati e autentici delle sue compagne di cella.

Dall’esilio del carcere di Rebibbia nascono i fiori della poesia

Valeria Golino in una scena di "Fuori", film di Mario Martone
Valeria Golino è Goliarda Sapienza nel film “Fuori”

Nel dialogo con il pubblico è emersa una cosa chiara: Fuori non nasce da un’intento di ricostruzione storica ma dalla volontà di dare dimensione tangibile a una sensazione. Martone ha parlato di un film costruito intorno a un momento preciso della vita di Sapienza, ovvero quando esce dal carcere di Carcere di Rebibbia nel 1980, dopo tre mesi di detenzione per aver rubato alcuni gioielli di un’amica che vendette ad un banco dei pegni.

Un punto sospeso quanto un punto di svolta nella vita di una mente intellettualmente fertile come quella della scrittrice. La libertà di quando il sole le torna a battere sul volto, uscita dal carcere, è relativa. Il mondo “Fuori” è uno spazio incerto dove Goliarda è smarrita, in cerca di collocare la nostalgia che sta provando. Capolavori della letteratura come L’arte della gioia continuano a essere ignorati, sembra che il mondo culturale non sappia cosa farsene di lei.

Succede così che lo sguardo di questa anima dolce e del film allargano i loro orizzonti. Entrano nelle relazioni nate dentro il carcere, particolare quella con Roberta e Barbara, interpretate da Matilda De Angelis e Elodie. Figure che nel film diventano qualcosa di più semplice e nel contempo più raro: una forma di alleanza, un salvagente cui aggrapparsi nelle correnti ostinate e contrarie della vita.

Martone ha raccontato di aver voluto girare nei luoghi reali della vita di Sapienza. La sua casa. Le strade di Roma. Perfino Rebibbia, con alcune detenute vere come comparse. Ecco che, come spettatori, rivolgiamo uno sguardo malinconico a quelle finestre a lei familiari, a quegli angoli di cielo visti da Rebibbia. Sentiamo il peso di questo passato, e sta a noi interpretare se è un peso che ci fa rinascere staccando i piedi da terra o ci tiene fermi a riflettere.

Come la Vita, il film non cammina su una linea retta: è fatto di frammenti, incontri, flashback e fast-forward. C’è qualcosa di volutamente impressionista nell’osservare così una figura umana. Nel filmare quello che lo stesso regista definisce un road movie dell’anima.

Il percorso di Mario Martone

Il regista partenope non è nuovo a questo tipo di ritratti. Nei suoi film tornano spesso figure artistiche fuori posto rispetto al loro tempo.
È successo con Il giovane favoloso, dedicato a Giacomo Leopardi. È successo con Qui rido io, ritratto del drammaturgo Eduardo Scarpetta.
Artisti inquieti. Spesso incompresi. Avveniristici.
Nello stesso Capri Revolution il nuovo, quello che sta “fuori” e viene rappresentato dai giovani artisti nordeuropei, porta una ventata di rivoluzione nella vita dell’isola. Fuori continua quella linea: un viaggio nell’arte e nella scoperta di cosa ci rende, effettivamente, liberi.

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