Una sera d’estate, incontro speciale con Valerio Mastandrea all’arena cinema Cinevillage Villa Lazzaroni

“Il cinema per me è questo: un modo per elaborare la vita, per darle una forma. Uso questo mestiere per raccontare me stesso, per capire quello che mi succede.”
Certe sere il cinema non è uno schermo. È uno specchio. È pensieri che vibrano tra le sedute, il ronzio delle cicale e i bicchieri mezzi pieni. Al Cinevillage Villa Lazzaroni non c’era un posto libero. Sold-out vero, di quelli in cui la gente resta nei pressi dell’area ristorazione pur di ascoltare qualcosa. Perchè lì sul palco, c’è Valerio Mastandrea. Nessuna posa da autore nell’Olimpo del cinema. Invece con voce pacata e appassionata, un uomo che parla del suo film Nonostante.
Moderava Massimo Righetti di ANEC Lazio, ma presto il dialogo con il pubblico è diventato qualcosa di più intimo. Un flusso di coscienza, ironico e disarmato. Mastandrea spiegando il cinema, spiega anche se stesso. E ci invita a esplorare questa dimensione.
Perché “Nonostante” è un film sull’amore e sul risveglio

Il titolo è arrivato come una rivelazione, di quelle che sottolinei con un filo di matita. Mastandrea racconta di aver trovato in uno scritto di Paolo Nori una citazione del poeta Angelo Maria Ripellino: “Siamo tutti dei nonostante” – diceva – “perché andiamo in giro a tenerci l’uno con l’altro per non volare via”. Siamo persone che restano in piedi aggrappandoci l’una all’altra per non scivolare via. Esistiamo proprio quando incontriamo l’altro.
È lì che il film ha preso forma. I “nonostante” non sono eroi. Sono fragili. Hanno paura delle emozioni brutte, ma anche di quelle belle. Forse soprattutto di quelle belle.
Il film – presentato alla 81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, sezione Orizzonti – sceglie il realismo magico: pazienti in coma che abitano un limbo ospedaliero. Una scelta rischiosa. Delicata. Mastandrea e lo sceneggiatore Enrico Audenino hanno incontrato la Fondazione Santa Lucia, parlato con i medici, per scrivere un’opera onesta e rispettosa.
“Per noi era una condizione simbolica, però per rispetto verso chi vive davvero questa realtà siamo andati alla Fondazione Santa Lucia a parlare con la dottoressa Formisano, che ci ha aperto un orizzonte più ampio su quello che significa occuparsi di questi pazienti. A quel punto ci siamo subito tirati indietro dall’approfondire troppo la condizione clinica dei nostri personaggi. Abbiamo scelto di renderla meno diagnostica, meno medica, lasciando che questa storia d’amore sbocciasse sullo sfondo di quel contesto. L’importante era non speculare su una condizione così delicata, non usarla come pretesto narrativo.”
Il coma non è spettacolo. È metafora. È la condizione di chi nella vita dorme a occhi aperti. E può svegliarsi solo quando incontra qualcuno che gli fa battere il cuore più forte e che, Nonostante tutto accende un fuoco. Nel film quel qualcuno è “Lei”, interpretata da Dolores Fonzi. Una presenza che scompiglia l’equilibrio del protagonista, interpretato dallo stesso Mastandrea.
Durante la serata si è parlato anche di montaggio, di musica, di quell’insoddisfazione cronica che spinge a tagliare ancora, a migliorare di continuo. E poi del cinema come terapia.
Mastandrea lo dice senza filtri: questo mestiere lo ha aiutato a mettere ordine. A chiudere cerchi, a far fluire sangue fresco nel cuore.
“Nonostante” come dichiarazione d’amore alla vita
Nonostante è un film sull’immobilità che transita verso un nuovo stato, come materia. È un film su chi resta sospeso, in attesa che qualcosa accada. O che qualcuno arrivi.
Il limbo ospedaliero è un non-luogo, sì. Fatto sta che è anche il nostro quotidiano quando scegliamo di non sentire troppo. Quando ci proteggiamo dall’urto delle emozioni, le attutiamo. Il protagonista trova nel coma una forma di equilibrio. Poi arriva l’amore e quell’equilibrio si infrange. E allora bisogna scegliere: restare al sicuro, mettersi a palla come un riccio. O tornare a vivere.
Mastandrea racconta tutto questo con autoironia. Non si prende mai troppo sul serio. E proprio per questo arriva più a fondo negli occhi lucidi e nel cuore del pubblico. Ed è forse questa la forza di Nonostante: trasformare la fragilità in un atto di resilienza. Restare, amare, rischiare. Nonostante tutto.
[Per approfondire i temi del film leggi il report dell’incontro qui: Luci Sulla Scena Magazine]









