Incontro speciale con Valerio Mastandrea a “Notti di Cinema a Piazza Vittorio”

Valerio Mastandrea, uno degli interpreti più amati del cinema italiano contemporaneo, il 25 Luglio 2025 ha attraversato l’arena di Piazza Vittorio come uno dei suoi personaggi: passo leggero, un velo di ironia e uno sguardo profondo per entrare in contatto con noi, il pubblico. Nonostante, nuova opera alla regia che segue Ride, arriva in arena in una calda sera d’estate, davanti a una marea di persone che ascolta, in silenzio. In quella mezz’ora di conversazione siamo rimasti tutti sospesi: tra i rumori di fondo della città e il cinema; tra le esperienze della vita e quei sentimenti che facciamo fatica a elaborare.
C’è qualcosa di profondamente coerente nel presentare Nonostante in un’arena all’aperto. Il cinema continua infatti la sua distribuzione collettiva, resiste, acquisisce nuova linfa vitale insieme ai cittadini. Piazza Vittorio è una tappa di questo percorso circolare, fatto di ritorni, di incontri, di schermi che rimangono accesi. È il cinema come pratica collettiva, come gesto quotidiano.
Nonostante – La trama del film
Presentato in anteprima all’80ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Orizzonti Extra, Nonostante è il ritorno dietro (e davanti) la cinepresa di Valerio Mastandrea, dopo Ride.
L’obiettivo della sua macchina da presa ci trasporta tra le corsie di un ospedale, fino a un letto dove giace un uomo. Si tratta del protagonista, una persona malata e in coma. Mentre il suo corpo è legato a questa vita terrena di sofferenza silenziosa, la mente viaggia libera. La sua essenza discute con gli altri pazienti, vaga in un microcosmo dove i corpi sono legati a materassi e lenzuola, ma le anime… le anime non stanno dormendo per niente. Scivolano tra i corridoi, attraversano cortili e spazi abitati, in una quotidianità priva di peso.

Insieme a loro vaga l’anima di Mastandrea (Lui), il cui equilibrio in questa vita immateriale priva di frizioni, in fuga dalla responsabilità, viene scossa da un incontro. L’incontro è con una donna, Lei (Dolores Fonzi), paziente vittima di un incidente automobilistico, capace ancora di provare emozioni forti e di viverle intensamente: rabbia, sofferenza.
Lei spezza ogni equilibrio di Lui, ed è qui che sboccia un amore inaspettato. Attraverso le loro anime, capaci di sfiorarsi, Nonostante racconta un mondo intero racchiuso tra le pareti di un ospedale, attraverso il punto di vista di una persona malata che trova il modo per esorcizzare la paura della morte.

3 film cult con Valerio Mastandrea da non perdere
Tutti giù per terra di Davide Ferrario

Il regista Davide Ferrario trae la storia dell’omonimo romanzo di Giuseppe Culicchia, raccontandola con un’estetica da videoclip di MTV. Uno di quelli da guardare in loop a ogni trasmissione.
Walter (Valerio Mastandrea) ha poco più di vent’anni e nessun punto fermo. Studente fuori corso, disoccupato, obiettore di coscienza, ironico e disilluso, trapiantato da Roma a Torino, rifiuta i valori che hanno governato la generazione precedente.
In un presente che non offre punti per aggrapparsi, Ferrario racconta con maestria lo spaesamento della generazione dei Millennials. Uno spaesamento sul quale avrebbe trovato fondamento uno spirito solido e resiliente, insieme a una estetica che passava dal sound delle musicassette e CD. Walter affronta il disagio a casa e fuori a colpi di musica, con i giganti dell’alternative italiano: CCCP, Marlene Kuntz, Africa Unite tra gli altri. Da recuperare.
L’odore della notte di Claudio Caligari

Valerio Mastandrea qui fa il salto decisivo: da giovane promessa a certezza nel pubblico e addetti ai lavori con L’odore della notte.
Mastandrea è Remo, poliziotto di giorno e rapinatore di notte, figura scissa e inquieta che attraversa una Roma febbrile, sospesa tra la fine degli anni Settanta e i primi Ottanta. Secondo le cronache, in quel periodo, spadroneggiava la cosiddetta “Banda dell’Arancia Meccanica”: rapinatori che, come quelli di Kubrick irrompono negli appartamenti dei quartieri alti, picchiando, saccheggiando e svanendo con sacchi colmi di denaro e gioielli. Da quelle pagine di cronaca nera il regista Caligari gira una pellicola senza freni, attraversata da echi del primo Martin Scorsese, da Mean Streets a Taxi Driver. Ricordiamo che, Claudio Caligari, è stato regista di soli tre film – Amore tossico, L’odore della notte, Non essere cattivo – costruendo una trilogia cult e unica nel suo genere nel panorama italiano.
Accanto a Mastandrea, Marco Giallini e Giorgio Tirabassi danno consistenza a una banda tanto ruvida quanto magnetica. Tra dita puntate sui grilletti e momenti diventati culto – su tutti il distorto canto di Cuore matto – il film avanza in un crescendo di tensione, trasformando il racconto criminale in un’Odissea urbana feroce e malinconica. L’odore della notte è cinema d’autore che va tramandato a chi come noi ama davvero il cinema.
La prima cosa bella di Paolo Virzì

Succede che ci sono storie di riparazione che durano una vita. Alcune addirittura quarant’anni, come nel film più intimo di Paolo Virzì: La prima cosa bella. L’opera, che negli anni è stata accolta a cuore aperto dal pubblico, bilancia sapientemente leggerezza e paure, commedia e perdita, vitalità e arrendevolezza.
La “cosa bella” è incarnata nel personaggio di Anna, madre dal carattere forte e solare, incarnata da Micaela Ramazzotti che diventa simbolo di un atteggiamento profondo di relazionarsi alla vita. Miss a Livorno dei primi anni Settanta, la sua elezione a reginetta scatena scompiglio in tutta la famiglia. Il montaggio sposta temporalmente la storia, e arriviamo al presente dove Anna è una sorprendente Stefania Sandrelli che, in malattia terminale, affronterà i fantasmi del passato attraverso gli occhi dei figli, Bruno e Valeria – Valerio Mastandrea e Claudia Pandolfi – cresciuti all’ombra di un amore troppo grande eppure tanto giudicato.
Virzì torna nella sua Livorno e la trasfigura: la città diventa un luogo mentale, un presente capace di parlare di noi, delle nostre famiglie imperfette, delle parole non dette, delle riconciliazioni attese anche quando la speranza sembra vana.
Un pilastro del nostro cinema, vincitore di 3 David di Donatello 2010 per la sceneggiatura, l’attrice protagonista (Micaela Ramazzotti) e l’attore protagonista (Valerio Mastandrea). Ha inoltre ottenuto 10 candidature ai Nastri d’argento 2010, vincendo quattro premi: regia, sceneggiatura, attrice protagonista (Micaela Ramazzotti e Stefania Sandrelli) e i costumi.











